I FILTRI

COME FUNZIONANO
I filtri domestici venduti per il trattamento dell’acqua domestica (acqua potabile), se usati correttamente e con cognizione di causa possono migliorare organoletticamente e chimicamente l’acqua che usiamo ogni giorno.
Prima di inserire un filtro nel circuito idrico della propria abitazione o del camper, è meglio informarsi dell’esatto uso; a seguire farò degli esempi con i pro e i contro di ogni filtro.
Filtro a carboni attivi
Questo filtro elimina dall’acqua, chimici organici, torbidità, sedimenti, cloro in eccesso,cloroammine, solventi, olii, pesticidi, sostanze che provocano cattivi odori, sapori, etc., sostanze inquinanti inorganiche, ruggine.
Questo filtro deve essere argentizzato, il carbone attivo
infatti, se non è seguito a valle da un sistema di debatterizzazione, è fonte di proliferazione batterica. La presenza di argento nel filtro assicura la batteriostaticità dello stesso; l’argento infatti impedisce ai batteri di proliferare e creare le colonie batteriche. ATTENZIONE però a non cadere in inganno, l’argento è un batteriostatico non un battericida, quindi se il filtro tratta acqua batteriologicamente inquinata, questo non elimina i batteri; ripeto, l’argento serve solo a preservare l’acqua dentro al filtro senza batteri durante l’inutilizzo.

Lampada uv-c

I raggi uv-c sono in grado di annullare le minacce batteriologiche, consentendo:
• efficiente inattivazione dei batteri e virus nelle acque potabili (E. Coli - A.aerogenes - S.faecalis, ecc.);
• azione germicida anche nei confronti di Virus (Epatite - Poliom. I/II/III - Influenza - ECHO 7 Coxsakie A9, ecc.), Lieviti, Muffe;
• mantenimento delle caratteristiche chimiche, fisiche ed organolettiche dell’acqua, al fine di evitare il formarsi di odori e sapori sgradevoli, con il vantaggio di non produrre manifestazioni di sottoprodotti della disinfezione ad effetto tossico o cronico, come quello, ad es., causato dalla clorazione (Amuchina, candeggina, cloro).
E’ stata provata la
relazione tra la luce emessa dalla lampada uv-c (254 nanometri) e il cancro alla pelle (una volta veniva usata in sala operatoria per eliminare i batteri nell’aria; la luce priva di protezione causava cancro alla pelle ecc.).
Pertanto la lampada deve essere cautamente inserita in un involucro atto ad accoglierla e questo involucro deve essere trattato per non deteriorarsi con i raggi uv-c; la protezione dall’acqua della lampada deve essere in puro quarzo, altrimenti i raggi non riescono a passare e raggiungere lo scopo della debatterizzazione. Concludendo, il rapporto tra acqua tratta, tempo e velocità di flusso deve essere attentamente
calcolata, altrimenti è come se non venisse usata.
Ultimo accorgimento nell’uso della lampada uv-c: se usata direttamente dentro ad un serbatoio non trattato, a lungo andare l’intensità della luce ultravioletta sgretolerà le pareti dello stesso, inquinando l’acqua con scaglie di plastica, come accade in natura attraverso i raggi del sole (es.: un adesivo non trattato contro i raggi uv, nel tempo si sbiadisce).

Filtro a sedimenti

Il filtro a sedimenti, come dice la parola stessa, evita che nel serbatoio vengano inseriti corpi estranei come sabbia, ruggine, mucillagine, foglie e altro.
In molti si lamentano della sporcizia che ristagna dentro i serbato; questa arriva dall’esterno durante il carico dell’acqua e poi diventa fonte di contaminazione della stessa.
L’unico accorgimento che bisogna avere con questi filtri è la manutenzione durante il periodo di inutilizzo; infatti l’acqua che vi ristagna diventa fonte di contaminazione batteriologica. A questo si ovvia inserendo nel filtro, dopo averlo usato e prima di riporlo, due o tre gocce di Amuchina o candeggina (ipoclorito di
sodio). Scegliere un filtro a sedimenti con filtrazione sotto i 10 micron; una filtrazione più grande non impedirebbe alle particelle di entrare nel serbatoio e creare sedimenti nello stesso.

Filtri - Le caraffe filtranti
E’ verificato che le caraffe filtranti, anziché migliorare l’acqua, rischiano di peggiorarla. L'uso della brocca per filtrare l'acqua è inutile non solo quando le sostanze indesiderate sono del tutto assenti nell'acqua di partenza, ma anche quando sono presenti in tracce perché sotto ai limiti consentiti.
Alcune cartucce rilasciano ammonio in quantità superiore al limite di legge fissato per le acque destinate al consumo umano.
Le brocche tengono a bada i solventi, ma il ristagno dell'acqua nella caraffa causa un generale peggioramento della qualità microbiologica (la carica batterica) e chimica (l'aumento di
nitriti) dell'acqua. I risultati che emergono dal nostro test fanno riferimento a un uso delle caraffe in condizioni ottimali: se l'utilizzo non dovesse essere così accorto, i rischi potrebbero anche aumentare (soprattutto la proliferazione batterica). Se avete in casa la caraffa e la usate - come suggeriscono le istruzioni - conservate l'acqua in frigorifero e consumatela entro la giornata. Inoltre utilizzate i primi 10 litri d’acqua per il ferro da stiro o la vaporella, ma non per bere, perché il filtro elimina completamente i sali dall’acqua e voi berreste acqua completamenti demineralizzata (fonte altro consumo.it)

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